Sanificazione? Facciamo chiarezza

La pulizia regolare dei luoghi di lavoro, seguita periodicamente da idonee procedure di sanificazione delle superfici e degli ambienti interni, riveste un ruolo cruciale nella prevenzione e contenimento della diffusione del virus SARS-Cov-2. 

Ma che cos’è la sanificazione? E da chi può essere effettuata? Facciamo un po’ di chiarezza.

Sanificazione: cos’è?

Secondo le normative vigenti, la sanificazione è definita come il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e/o disinfestazione e/o il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima.

In particolare, il termine sanificazione usato nei protocolli è da intendersi come l’attività combinata di pulizia e di disinfezione, in particolar modo delle superfici, e corredata da un buon ricambio dell’aria.

Nello specifico, possiamo distinguere la pulizia dalla disinfezione nel modo seguente:

  • Attività di pulizia: il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza.
  • Attività di disinfezione: il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microorganismi patogeni. 

Da chi può essere effettuata la sanificazione?

Le attività di pulizia e di disinfezione non sono subordinate a particolari requisiti tecnico-professionali.

Questi ultimi sono infatti richiesti solo per le attività di disinfestazione e derattizzazione.

Per maggior chiarezza proponiamo uno schema esplicativo fornito da ATS Brianza nella “Guida Alla Ripresa Del Lavoro Nelle Aziende Post Emergenza Covid-19”.

Ne consegue dunque che una comune impresa di pulizia è legittimata a svolgere le attività di pulizia e di disinfezione se il datore di lavoro opta per il ricorso ad una ditta esterna, che deve rispettare le previsioni degli artt. 26 e 27 del DLgs 81/08. Ma le medesime attività possono comunque essere svolte da addetti interni all’azienda.

In qualsiasi caso, è necessario stabilire una procedura di azione e una pianificazione preventiva contro il SARS-CoV-2, effettuando la registrazione delle azioni intraprese (specificando data, ora, persone responsabili, ecc.) e salvando tutta la documentazione che può essere generata.

Modalità di sanificazione

La circolare del Ministero della Salute del 22 maggio 2020 indica tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2.

  1. Pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc…
  2. Disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati.
  3. Garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria.

I prodotti e le procedure da utilizzare per la sanificazione devono essere attentamente valutati prima dell’impiego per tutelare la salute di lavoratori, utilizzatori, clienti e di tutti coloro che accedono alle aree sanificate.

I prodotti utilizzati a scopo di disinfezione devono essere autorizzati con azione virucida come PMC o come biocidi dal Ministero della salute, ai sensi della normativa vigente.

Il documento specifica anche i principi attivi da utilizzare in base alla specifica superfice da trattare.

Sanificazione mediante vaporizzazione/aerosolizzazione

Le procedure di sanificazione riconducibili a OZONO, CLORO ATTIVO generati in-situ, PEROSSIDO D’IDROGENO applicato mediante vaporizzazione/aerosolizzazione non sono autorizzate come disinfettanti e quindi attualmente non possono essere utilizzate in attività di disinfezione.

Solo al termine di una valutazione eventualmente positiva da parte dell’Autorità sanitaria di idonea documentazione tecnico scientifica che ne dimostri l’efficacia e la sicurezza, si potranno definire sostanze disinfettanti e si potranno autorizzare sistemi di generazione in-situ.

Tali procedure possono tuttavia essere complementari a procedure di pulizia e ottimizzazione ambientale o essere integrate con attività di disinfezione. In questo ultimo scenario, la procedura di sanificazione deve prevedere la preventiva disinfezione diretta delle superfici esposte secondo il seguente ordine.

  1. Pulizia.
  2. Disinfezione diretta delle superfici esposte con disinfettanti autorizzati.
  3. Trattamento di sanificazione con sostanze generate in situ a completamento ed ottimizzazione delle procedure di pulizia e disinfezione.
  4. Adeguata areazione dei locali.

Essendo tali sostanze caratterizzate da un profilo di rischio critico nel garantire da un lato l’efficacia dell’applicazione e dall’altro la sicurezza degli operatori e la tutela della salute pubblica, devono essere impiegate esclusivamente da personale rispondente ai requisiti tecnico professionali.

Sanificazione sì, ma non solo!

Ferme restando tutte le misure sopra descritte in relazione alla sanificazione, si ricorda che il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale costituiscono il punto cardine di una corretta prevenzione.

Solo la partecipazione consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà risultare determinante nello specifico contesto aziendale per la tutela della propria salute e per quella della collettività.

Fonti:

ATS Brianza – Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria – Servizio Prevenzione Sicurezza in Ambienti di Lavoro: Guida Alla Ripresa Del Lavoro Nelle Aziende Post Emergenza Covid-19

Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria: Circolare del Ministero della Salute del 22 maggio 2020

Sanificazione: facciamo chiarezza!

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