Andrà tutto bene

Andrà tutto bene” è il messaggio comparso su alcuni post it lasciati in diverse città lombarde negli ultimi giorni, nel pieno dell’emergenza Coronavirus. A quanto pare, come riportano alcuni quotidiani, a dare il via all’iniziativa è stata una poetessa anonima che poi è stata imitata anche in altre città italiane. Per tutti un messaggio di ottimismo e di speranza, di incoraggiamento a non mollare in questo momento difficile, in cui il sentimento prevalente è di preoccupazione e di sfiducia.

Per uscire da questa situazione ci viene richiesta un’assunzione di responsabilità che è necessariamente condivisa, un vero atto di coscienza individuale e collettiva, personale e civile: dalle nostre azioni dipendono infatti le sorti degli altri, dalle loro azioni dipendono le nostre. È indispensabile, in un’ottica di coerenza e di coesione, seguire le indicazioni date dalle Istituzioni, ovvero restare in casa e implementare tutta quella serie di misure che possano cautelare e preservare la salute di tutti noi. È solo con razionalità, rigore e fiducia che ne verremo fuori.

Stare a casa però non deve rimanere un hashtag, deve diventare la nostra filosofia di vita per le prossime settimane, deve essere un cambiamento attivo e una leva per ripensare il nostro stile di vita sociale, personale e lavorativo. Stare a casa non significa che dobbiamo chiuderci in noi stessi, ma che possiamo trarre da questa occasione un modo per riflettere sulle nostre capacità, rimettere in gioco le nostre potenzialità, mettere in circolo quanta più energia positiva possibile, quell’energia che ci fa guardare con fiducia al nostro futuro e che funzionerà da motore propulsore quando la situazione, finalmente, sarà contenuta e gestita.

Più dell’allarmismo e della paura, può contare ripensare alla nostra giornata e riprogettare nuove e più efficaci modalità di approccio anche al nostro stesso lavoro. Lo smart working può fungere da occasione per avere meno distrazioni e più concentrazione sulle attività; un fermo forzato può essere l’occasione per portarsi alla pari con i vari incarichi rimasti indietro oppure per formarsi e partecipare, seppure a distanza, a quel corso di formazione che non abbiamo mai avuto il tempo di fare. Un momento per fermarsi a leggere quel manuale così importante e che è rimasto invece in stand by.

Noi in Società di Prevenzione non molliamo: i nostri tecnici sono sempre al lavoro per aggiornare le informative dedicate alle differenti tipologie di clienti e studiate sulla base dei decreti che vengono emanati ormai almeno una volta alla settimana. Vengono processate le peculiarità e le esigenze dei singoli, riviste le best practice sulla nuova gestione del rischio, aggiornati o riscritti Documenti di Valutazione dei Rischi, completate procedure per la gestione di clienti, fornitori e dipendenti. C’è fermento, dedizione e preoccupazione, assieme al desiderio di prevenire il rischio e di farlo nel migliore dei modi. Dal lato formazione, dopo il primo inevitabile fermo, stiamo ripartendo cercando di arricchire le attività formative con nuove modalità di fruizione, come ad esempio la formazione a distanza. Un corso non può semplicemente essere svolto da remoto anziché in presenza, va completamente ripensato per renderlo usufruibile in termini di apprendimento della formazione, efficacia della docenza e gradevolezza del percorso. Il nostro sforzo sarà dedicato a rendere le giornate di stallo un’occasione per rispettare comunque alcune scadenze formative e per aggiornarsi in ambito sicurezza, in coerenza con quanto richiesto dalla normativa sulla formazione. Non solo, Società di Prevenzione sta mettendo a punto un ricco catalogo di percorsi formativi, un vero viaggio nella cultura della sicurezza sempre più attuale e in linea con tutte le procedure più aggiornate. Accanto al catalogo sta per nascere anche il nostro sito, completamente nuovo, rinnovato nei contenuti e nel layout, e ci auguriamo che possa parlare di noi e che rappresenti un’interfaccia comunicativa efficace. Un ottimo spunto di ripartenza quando finalmente potremo tornare alla vita ordinaria, che mai ci è mancata tanto come in questo momento. Dobbiamo fermarci tutti, è quello che ci è chiesto di fare, ma la sicurezza non si ferma mai ed è alla sicurezza di tutti noi che dobbiamo tendere. E alla fine, unendo le forze, andrà tutto bene. Andrà davvero tutto bene.

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